Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati

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Il primo riconoscimento giuridico della professione del perito industriale risale al 1929, con l’indicazione dei requisiti morali e scolastici per ottenere l’iscrizione all’albo. I consigli dei Collegi eleggono i componenti del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali, che dà voce e rappresentanza alle istanze della professione in tutte le sue articolazioni, salvaguardandone l’identità e l’autonomia professionale.

La storia della Categoria dei Periti Industriali segue di pari passo lo sviluppo economico italiano. Infatti, le trasformazioni del mondo industriale e l’aumento notevole di figure professionali ha fatti sì che i vecchi “quadri” schizzassero fuori dalle fabbriche e scoprissero che il proprio bagaglio culturale poteva essere speso nel mondo della libera professione.

L’onda lunga dell’innovazione

I periti industriali sono da sempre in prima linea per assicurare la “tenuta” e la costante innovazione del sistema produttivo italiano. L’osservazione diretta delle macchine, degli impianti, dei sistemi produttivi e delle innovazioni tecnologiche è la condizione necessaria per apportare quelle migliorie che, cumulandosi giorno dopo giorno, permettono di innovare i processi produttivi, migliorare l’organizzazione del lavoro, ottimizzare i tempi di produzione, progettare con maggiore qualità. Grazie al contatto quotidiano con i sistemi tecnici, tutti i periti industriali sono innovatori per professione. 

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