La terza via delle costruzioni: l’edilizia off-site

Comunicati stampa

Da anni REbuild ha una missione: ritrovare la via del valore nel settore delle costruzioni, ridare fiato ad un settore che ha perso imprese e addetti nella piena consapevolezza che il valore delle costruzioni è anche il valore dei nostri edifici, delle nostre città, dei nostri paesaggi.

Quest’anno uno dei temi chiave analizzati è stato quello dell’edilizia off-site, processo che ibrida la manifattura con l’edilizia e che sposta parte della catena del valore dal cantiere alla fabbrica.

“REbuild ha voluto analizzare con la sua community le possibilità offerte dall’edilizia off-site e le sue possibili evoluzioni ed impatti per le costruzioni italiane. E’ emerso con chiarezza che l’edilizia italiana, quando si incontra con la manifattura, acquisisce delle interessanti possibilità” ha ripercorso Thomas Miorin, ideatore di REbuild. “L’edilizia off-site dimostra infatti di saper declinare altissima qualità a costi contenuti, industrializzazione con varietà, sostenibilità e qualità architettonica, nuove competenze con automazione, soluzioni per la rigenerazione delle nostre città con inedite possibilità di export. Ora è necessario sia accompagnare le imprese in questa direzione che definire un quadro di policy nazionale coerente con queste possibilità, iniziando ad alzare le ambizioni sull’efficienza energetica per i patrimoni immobiliari”.

Sono stati presentati casi internazionali e nazionali, il meglio dell’innovazione italiana con alcuni esempi che confermano come questi processi, tra cui la digitalizzazione della progettazione e del cantiere, la produzione ibrida, digitale e manifatturiera, è realtà. “Questi processi di innovazione si stanno già compiendo. Abbiamo ascoltato eccellenze italiane: Percassi, Focchi, Stahlbau, Moretti. Si è parlato anche di robotica, di automazione spinta, ma su tutto è prevalso che il lavoro dell’uomo ha un valore essenziale, non vedremo mai fabbriche senza operai, vedremo un altro tipo di operai” – ha detto Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild

La convention ha sempre avuto sullo sfondo anche il tema dell’energia e della sostenibilità. “Noi dobbiamo accelerare la riqualificazione spinta, la cosiddetta deep renovation. Nota positiva è che il ministro Calenda ha messo per la prima volta in agenda proprio questo tema. C’è allarme in questo momento perché lunedì (oggi NdR) ci sarà una riunione a Bruxelles che deve approvare la posizione dei governi sulle modifiche delle direttive sull’efficienza energetica e sull’edilizia. C’è un forte rischio che non sia più legalmente vincolante e sia solo un obiettivo indicativo. C’è addirittura l’ipotesi di ridurre la quota dei risparmi annuali dall’1,5% all’1% dopo il 2025. Non dimentichiamo che metà del nostro patrimonio edilizio ha dei consumi che sono 4-5 volte superiori a quelli dei nuovi edifici. I casi visti a REbuild testimoniano che digitalizzazione e industrializzazione intelligente possono rappresentare una via italiana economicamente ed energeticamente positiva” – ha puntualizzato Gianni Silvestrini, presidente GBC Italia e relatore a REbuild.

Ci sono paesi che spingono per una posizione più incisiva e altri che frenano, come i paesi dell’est a cui sembra volersi accodare anche l’Italia.  

“Noi facciamo un appello perché l’Italia si allinei con le posizioni più avanzate tra cui la Germania e la Francia. Dare certezza su obiettivi consente di orientare enormi investimenti. Una lettera, inviata alla Commissione Europea, firmata da grandi gruppi dell’edilizia europei e fondi d’investimento chiedono questo, perché solo un obiettivo certo consente di dirottare enormi investimenti. REbuild da quasi tre anni propone una campagna per accelerare la deep renovationa ad un tasso di #1casaALminuto: oggi in Italia esistono le soluzioni e le organizzazione perché diventi una realtà”.

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