LA SFIDA DELLA TRASPARENZA IN EDILIZIA: IN ITALIA ARRIVA L’ETICHETTA DECLARE

Comunicati stampa

LA SFIDA DELLA TRASPARENZA: IN ITALIA ARRIVA L'ETICHETTA DECLARE

Come sta accadendo in settori quali l’alimentare o il tessile, la domanda di prodotti sostenibili, salubri e di informazioni chiare sulle componenti dei prodotti per l’edilizia e l’arredo è cruciale e in continua crescita. In tale direzione si inserisce il lancio della nuova etichetta di trasparenza europea Declare, sviluppata dall’International Living Future Institute (ILFI) e adottata in Italia per la prima volta da Manni Group Spa. 

In un panorama dove l'attenzione alla sostenibilità e alla salubrità dei prodotti è in costante aumento, anche il settore delle costruzioni è chiamato ad attivarsi con azioni mirate al fine di trasmettere informazioni chiare sulle componenti dei materiali per l’edilizia. Un orientamento che implica sia un adeguamento delle tecnologie di produzione che una scelta mirata degli ingredienti utili a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

Se a livello internazionale tale approccio innovativo è già diffuso e condiviso, in Italia sono diverse le imprese del settore che hanno già avviato percorsi virtuosi, impegnandosi a rivoluzionare i propri processi produttivi e la propria filiera. Alcune di queste hanno condiviso la propria esperienza all’incontro di Milano ospitato ieri presso la sede Lombardini 22, a cui hanno partecipato rappresentanti di importanti imprese italiane parte della Community di REbuild.

Tra le testimonianze, quella di Isopan Spa, società di Manni Group Spa e prima azienda in Italia ad aver ottenuto l’etichetta di trasparenza Declare per due dei suoi prodotti innovativi, LEAF e Green Roof. «Oggi sappiamo che tra le cause dell’inquinamento atmosferico, gli stessi edifici in cui viviamo, lavoriamo o studiamo, sono designati come responsabili per almeno il 40%» ricorda il CEO di Manni Group Spa Enrico Frizzera. «Il percorso avviato per invertire il trend passa anche per l’innovazione di prodotti e servizi edili con nuovi materiali naturali, con maggiore efficienza termica, integrati nelle certificazioni di sostenibilità e con attenzione al riciclo: questa è la direzione verso cui ci stiamo muovendo».  

Una scelta etica capace di supportare l’evoluzione del mercato, che l’International Living Future Institute (ILFI) ha promosso attraverso lo sviluppo della label europea Declare. L’etichetta attesta l’assenza di ingredienti pericolosi (Red List Ingredients) nei materiali per l’edilizia e, con 900 prodotti ad oggi etichettati, raccoglie un ampio database che permette di acquisire informazioni chimiche complesse sulla composizione, comunicandole in modo semplice a progettisti e produttori.  

«Declare rappresenta la rivoluzione della trasparenza che il mondo delle costruzioni stava aspettando: oltre a fornire in maniera semplice indicazioni complesse al mercato, si pone l’obiettivo di avviare una riflessione da parte delle aziende, per cambiare le regole del gioco, a beneficio di tutti», ha affermato nel corso dell’incontro Carlo Battisti, European Executive Director - ILFI. «Le aziende che certificano i propri prodotti, attraverso questo percorso arrivano infatti ad acquisire maggiore consapevolezza e voglia di innovazione. E’ anche attraverso questo tipo di approccio che arrivano, laddove possibile, a decidere di cambiare la formulazione dei propri prodotti. Un passaggio non banale, perché il mercato è ancora legato all’utilizzo di certi ingredienti nocivi per la salute e per l’ambiente». 

«REbuild ha consolidato il suo ruolo nell'aprire in Italia temi cruciali per la sostenibilità e l'innovazione dell'ambiente costruito. Oggi oltre all’efficientamento energetico è quanto mai necessario puntare i riflettori sul tema della salubrità di prodotti e componenti», ha aggiunto il Presidente di REbuild Italia Thomas Miorin. «Per perseguire tali obiettivi servono nuovi processi che portino l’edilizia a costruire ambienti salubri che riconnettano l’uomo alla natura, considerando la salute e il benessere in tutte le sue dimensioni».

 

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