La qualità ambientale: un asset strategico

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L’innovazione nel mondo del Real Estate è trasversale e sta creando nuovi modelli di business e nuove metriche per la valutazione e la redditività degli immobili. La tecnologia ha già migliorato diversi aspetti della performance economica, ma la sfida del futuro prossimo riguarda un uso strategico delle innovazioni, per trarre il massimo beneficio per tutti gli stakeholder: proprietà, facility manager, tenant e comunità. Quando si parla di Smart Building ci sono ancora definizioni diverse (efficiente, automatizzato,...) e visioni dialettiche (intelligente, digitale, green, ...). Tutte prevedono che l’edificio abbia delle performance superiori, e fra tutte le metriche, negli ultimi anni sta emergendo il benessere degli occupanti (salubrità, comfort, esperienza dell’utente).

Nell’articolo “Occupant Health & Well- Being in Green Buildings”, pubblicato nel mese di aprile nell’Ashrae Journal (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers) si dice chiaramente che esiste ancora un’enfasi molto più alta sugli aspetti dei consumi energetici, a discapito della qualità ambientale indoor: analizzando 100 Green Building, l’80% del campione ha raggiunto gli obiettivi di risparmio energetico, ma solo il 30% riporta alti livelli di indoor air quality. Le agenzie di rating si stanno occupando di questi temi, nell’ambito della valutazione della sostenibilità e dell’etica degli investimenti (ESG). Fra tutte le iniziative citiamo il modulo “Health & Well-being” introdotto dall’agenzia olandese GRESB nel 2017 e recentemente integrato nel GRESB Real Estate Assessment 2019.

Poiché non si può gestire ciò che non si può misurare, Nuvap ha sviluppato una piattaforma per il monitoraggio della qualità ambientale indoor, che consente di fare una valutazione dinamica e continua della qualità ambientale interna, andando oltre la semplice air quality e includendo fra i parametri monitorati anche diversi inquinanti importanti come il gas radon, le emissioni elettromagnetiche e la formaldeide.

Recentemente è stata condotta da Nuvap un’analisi comparativa della qualità ambientale degli uffici di 100 aziende del settore terziario, sparse su tutto il territorio nazionale, rispetto a 20 parametri di qualità ambientale.

Nuvap ha anche elaborato il Nuvap Index (indice di qualità ambientale indoor) e analizzato le correlazione tra l’indice e alcuni fenomeni legati alle malattie professionali.  Il 20% delle aziende monitorate ha mostrato un Nuvap Index insufficiente. Nel 19% delle aziende monitorate è stato rilevato un Nuvap Index maggiore di 8. Gli inquinanti principali che hanno compromesso la qualità ambientale sono Gas Radon, VOC e Formaldeide.

Confrontando i dati diurni/notturni e dei giorni feriali/festivi è chiaro l’impatto che hanno il funzionamento degli impianti e le attività umane svolte nei luoghi monitorati, sulla maggior parte dei parametri monitorati. Alcune differenze arrivano a valere 80%

Questa analisi avvalora il ricorso al monitoraggio continuo e ne mette in evidenza i vantaggi:

  •          chiara discriminazione dei dati rispetto ai periodi di occupazione
  •          maggiore consapevolezza sulle problematiche evidenziate
  •          supporto all’implementazione di buone pratiche virtuose e soluzioni comportamentali a costo zero.