Edilizia: innovare o morire

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Dall’Inghilterra alla Nuova Zelanda la resistenza al cambiamento nelle costruzioni è generalizzata, ma per Mark Farmer, leader internazionale dell’industrializzazione edilizia, “l’Italia ha la possibilità di sfruttare l’eccellenza del settore manifatturiero anche nell’ambito delle costruzioni”. A REbuild due occasioni da cogliere per uscire dalla crisi che le costruzioni stanno attraversando.

Di edilizia off-site e delle nuove opportunità che si possono aprire per un settore, quello delle costruzioni, da anni in stallo si parlerà a REbuild con un ospite d’eccellenza: Mark Farmer, imprenditore e consulente del Governo inglese. Farmer è autore di un impietoso report sullo stato delle costruzioni: Modernize or Die, Innovare o morire. “Tragico?  Assolutamente no. La decisione di utilizzare un titolo drammatico nel rapporto è intenzionale: una sveglia per il settore, affinché decida se vuole continuare come ha sempre fatto o trovare un modo nuovo e migliore di fare business”, ci ha detto Farmer che ha analizzato la situazione del comparto in diversi stati e che a REbuild parlerà di come vede l’Italia. Ecco un’anticipazione. “L’Italia ha la possibilità di sfruttare l’eccellenza del settore manifatturiero anche nell’ambito delle costruzioni. Il design digitale deve legarsi ad una produzione industrializzata – ci ha detto Farmer. L’Italia in questo è avvantaggiata perché esiste già una cultura della precisione nella progettazione. La sfida sarà nell’attuazione di un programma di cambiamento a livello di settore che includa nuovi modelli di appalti e che abbia anche il sostegno del Governo”.

Che le innovazioni fossero necessarie si sapeva. La novità è che a REbuild c’è una nuova domanda che incomincia a chiedere queste soluzioni, come NH Hotels e Coima che a REbuild sottoporranno alla Community alcuni dei loro progetti più interessanti con l’obiettivo di raccogliere soluzioni e proposte dalla Community più innovativa d’Italia. “Ci sono alcune sfide che vorremmo fossero raccolte e che riteniamo possano portare grande valore aggiunto; la prefabbricazione spinta degli elementi edilizi, la costruzione pensata e realizzata per lo “smontaggio” invece che la demolizione e l’uso di materiali e prodotti certificati Cradle-to-Cradle basati sui principi di economia circolare - ha affermato Stefano Corbella, Sustainability Officer di Coima Sgr - Queste sono le tre sfide che ci sentiamo di lanciare e dalle quali siamo certi che il mercato immobiliare possa trarre solamente grandi vantaggi in competitività ed attrattività”.

“Anche se ad oggi non abbiamo ancora progettato ristrutturazioni o nuove aperture con questa innovativa idea, ritengo che l'edilizia off-site potrebbe realmente essere considerata come una delle alternative più interessanti all'edilizia tradizionale - afferma Marco Gilardi, Operations Director NH Hotel. Senza dubbio sarebbe una “nuova via”, con una forte spinta all’innovazione e alla sostenibilità, uno dei pillar nei beliefs del Gruppo NH Hotel. Sarebbe la soluzione più efficiente per ridurre costi e tempistiche di cantiere, grazie a strumenti tecnologicamente avanzati.  Credo sia molto importante capire come questa si possa applicare su molti building esistenti e non solo su nuove costruzioni”.

La sessione di NH Hotels nasce da una proposta di Ideal Standard, realtà che ha avviato da tempo un interessante processo di open innovation collaborando con diverse imprese del settore. “Ripensare l’approccio al mondo delle costruzioni e più in generale ai modi di abitare, è oggi necessario per lavorare in un contesto in cui nuovi paradigmi manifatturieri e commerciali stanno rapidamente rivoluzionando il modus operandi e le relazioni della filiera edilizia - dichiara Eugenio Cecchin, CEO Ideal Standard. Questa “rivoluzione” dell’abitare già in atto riguarda anche e soprattutto il settore bagno. Ai requisiti ormai imprescindibili come sicurezza, accessibilità, sostenibilità oggi si aggiungono nuove sfide culturali e progettuali”.

Appuntamento a REbuild il 29 e 30 maggio - Riva del Garda.

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